Piero Rossi e Giovanni Angelini

Verso l’inizio degli anni ‘50 Piero Rossi manifesta interesse per l’opera sulla storia dei Monti di Zoldo, pubblicata in un primo momento in “Le Alpi Venete”, organo della Fondazione Berti, di cui Angelini è presidente. La collaborazione nella stesura della guida sulla Schiara, per gli aspetti storici e bibliografici, costituisce l’occasione per consolidare il rapporto di reciproca stima, con incontri più frequenti da quando nel 1958 Angelini si trasferisce definitivamente a Belluno. In base alla corrispondenza tra Rossi e Angelini, conservata nell’archivio della Fondazione, si può cogliere come la collaborazione tra i due alpinisti si estenda a vari approfondimenti, come nel caso della pubblicazione dedicata alla Marmolada che uscirà nel 1968. Particolarmente significativa fu nella ideazione e stesura della guida sulla Alta Via delle Dolomiti n.1: in questo caso Angelini contribuì alla redazione della variante zoldana, per la quale Rossi fornì un dettagliato resoconto del percorso con foto e schizzi del cammino. All’interno della pubblicazione “Il Parco Nazionale delle Dolomiti”, che risale al 1976, Rossi ringrazia Giovanni Angelini per lo scambio continuo di immagini e informazioni utili alla stesura dell’opera: proprio nelle discussioni e durante gli incontri tra i due amici il progetto del Parco inizia a prendere forma, verso gli inizi degli anni ’60. La loro amicizia è immortalata nella dedica di Piero Rossi a Giovanni Angelini: “..[che] è stato per me maestro, non solo di scienza alpinistica, ma di sensibilità umanistica e di profondo amore per i monti”.

Note di Piero Rossi a Giovanni Angelini

Corrispondenza fra Piero Rossi e Giovanni Angelini con scambi di informazioni e resoconti per le rispettive pubblicazioni. Bozza de “I Monti di Belluno” pubblicato da Rossi nel 1958.